L'autostrada A4 tra Soave e San Bonifacio chiusa e sommersa da 60 cm d'acqua. Foto Sartori tratta da www.corriereveneto.it«Quelli che evocano la tassa di scopo per l’alluvione non si vogliono prendere la responsabilità politica del loro fallimento». Così i consiglieri regionali di Italia dei Valori Gustavo Franchetto, Antonino Pipitone e Gennaro Marotta in una nota congiunta sull’ipotesi di “cominciare a parlare” di un’accisa sulla benzina o di un’addizionale regionale dedicata alle opere di salvaguardia idraulica del territorio.

«Chi non è stato in grado di programmare la nostra sicurezza – dice Pipitone – e adesso non riesce a mettere in piedi una road map accettabile delle opere idrauliche, la Giunta regionale, adesso fa a scaricabarile con i cittadini veneti. Mentre le famiglie e le imprese colpite dall’alluvione aspettano ancora i soldi per rimettersi in piedi, Zaia li tratta come limoni, da spremere fino all’ultima goccia».

«Prima ci hanno provato con le assicurazioni, ma non ci sono riusciti. Adesso ritentano con la tassa di scopo, ma qui la solidarietà non c’entra niente. Se passa questo concetto per l’alluvione- afferma Marottai veneti, che già sborsano fior di tasse, capiranno che dovranno pagare con i loro quattrini ogni altra nuova evenienza cui Zaia non riesce a far fronte, anche se di straordinario non ha nulla».

I tre consiglieri dipietristi. Da sinistra Pipitone, Franchetto e Marotta

I tre consiglieri dipietristi. Da sinistra Pipitone, Franchetto e Marotta

«La tassa di scopo – ragiona

Franchetto – va bene per una situazione di assoluta emergenza, come un terremoto. Ma di certo non per sanare danni stratificati da anni di inerzia amministrativa, in cui non sono state fatte infrastrutture che servivano. In questo caso, invece, la politica che “non ha fatto” deve assumersi la responsabilità di “fare”, trovando i fondi e realizzando le opere di prevenzione idraulica che ci servono».