«La scelta del Consiglio Regionale di bloccare, per quest’anno, gli impianti fotovoltaici di grandi dimensioni su terreni agricoli e le centrali a biomasse e biogas ad alto potenziale energetico è un atto dovuto, per tutelare il patrimonio ambientale ed agricolo del Veneto». Lo dice Antonino Pipitone, consigliere regionale di Italia dei Valori, intervenendo a margine della discussione a palazzo Ferro Fini.
«Come Italia dei Valori, infatti, abbiamo già presentato – ricorda il politico padovano – una proposta di legge che limita la realizzazione di impianti fotovoltaici in zona agricola, stabilendo che li possano costruire solo imprenditori agricoli in aree di loro proprietà, con una dimensione massima di 5 mila metri quadrati (circa due terzi di un campo da calcio) ed una potenza di picco non superiore a 200 kW».
Il testo IdV prevede anche un piano di smaltimento dei pannelli obsoleti, al termine del loro esercizio (in media vent’anni di vita), garantito da una polizza fideiussoria assicurativa a favore del comune in cui verrà realizzato l’impianto.
«Paradossalmente – sottolinea Pipitone – i grandi impianti fotovoltaici in area agricola hanno un impatto ambientale non sostenibile. Diventano dei soggetti inquinanti, impedendo la fotosintesi clorofilliana ed impoverendo il suolo. IdV vuole preservare il territorio e privilegia soluzioni meno impattanti: i tetti di abitazioni, fabbriche e capannoni, oppure le aree di recupero, come i parcheggi».


Massimo Donadi
Antonio Borghesi
Andrea Zanoni


