«Adesso che la la Soprintendenza ha negato il via libera alla miniera di Marezzane, e visto che tale parere è vincolante, la Regione intende rigettare il progetto della Cementi Rossi?» Questo è il fulcro dell’interrogazione che il capogruppo regionale di Italia dei Valori Gustavo Franchetto ha presentato oggi in Consiglio regionale, sul progetto per l’estrazione mineraria del cantiere Marezzane, a Marano di Valpolicella, che occuperà oltre 26 ettari.
Dopo aver sottolineato che gran parte dell’area ricade nel territorio del Parco naturale della Lessinia, Franchetto ricorda che la Regione, dopo aver dato l’ok al progetto in sede di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), ha chiesto il parere, vincolante, alla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per la provincia di Verona, che l’ha negato il 6 dicembre scorso.
«In niet della Soprintendenza – dice Franchetto – è un colpo durissimo per la Cementi Rossi. Il fatto che sia un parere vincolante, negato per le conseguenze irreversibili che lo sbancamento avrebbe sul territorio, pone in seria difficoltà la Regione, che adesso dovrebbe agire di conseguenza e dare lo stop al progetto».
«Inoltre – conclude Franchetto – l’intervento si pone in netto contrasto con la legge regionale che ha creato il Parco della Lessinia. Scavi e sbancamenti minerari non si possono conciliare con la protezione di suolo e sottosuolo, dell’ambiente naturale, storico, architettonico e paesaggistico della nostra Lessinia».
di seguito il testo integrale dell’interrogazione di Franchetto:
CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
NONA LEGISLATURA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA N.
LA SOPRINTENDENZA DICE NO ALLA MINIERA DI MAREZZANE, LA GIUNTA AGISCA DI CONSEGUENZA
presentata il 15 dicembre 2011 dal Consigliere Franchetto
Premesso che:
- la società Industria Cementi Rossi S.p.a., fondata nel 1932, produce leganti idraulici ad altissima tecnologia. Per produrre cemento ha utilizzato la marna proveniente dagli scavi delle aree immediatamente circostanti lo stabilimento produttivo di Fumane, in provincia di Verona, fin dagli anni ’60;
- la stessa società ha elaborato e presentato, alla Regione Veneto, un progetto per la coltivazione mineraria del cantiere Marezzane, sito nel comune di Marano di Valpolicella (Vr), che prevede un vasto sito di estrazione mineraria, che occuperà un’area di 26,04 ettari;
- gran parte di tale superficie ricade nel territorio del Parco naturale della Lessinia, istituito con la L.R. n. 12 del 30 gennaio 1990;
- la Regione Veneto, in sede di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), ha espresso, in data 08.06.2010, il parere favorevole n. 295 di compatibilità ambientale sul progetto di coltivazione mineraria Cantiere Marezzane, nonché sul rinnovo della concessione mineraria fino al 31.12.2034;
- il 25.10.2011 la Regione stessa ha attivato la procedura per l’acquisizione del parere, vincolante, della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per la provincia di Verona, ai sensi dell’art. 146, comma 5 del D. Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42.
Sottolineato che:
- la Soprintendenza della provincia di Verona, il 6 dicembre 2011, ha comunicato alla Regione Veneto che la richiesta non è accoglibile;
- tra le motivazioni addotte dalla Soprintendenza:
- il crinale della collina di Marezzane, a fine lavori, sarà appiattito. Si altererà così, in modo irreversibile – per sottrazione – la morfologia, l’assetto scenico e paesaggistico dei luoghi;
- a causa degli scavi di sbancamento (o splateamento) della collina, verrà spostata la croce votiva in pietra risalente al 1776 (oggetto di specifiche norme di tutela);
- gli scavi lambiranno una “giasara” (ghiacciaia, costruzione circolare interrata con copertura di lastre in sasso, che veniva riempita durante l’inverno con blocchi di ghiaccio), stravolgendo l’ambito storico-documentale nel quale tale manufatto è inserito;
- inoltre la realizzazione del progetto comporterà la demolizione di una corte rurale, risalente al ‘700;
- l’intervento si pone in contrasto con le finalità perseguite dalla legge istitutiva del Parco Naturale regionale della Lessinia (L.R. n. 12 del 30 gennaio 1990), ovvero:
- protezione del suolo e sottosuolo, della flora e della fauna, dell’acqua;
- tutela, mantenimento, restauro e valorizzazione dell’ambiente naturale, storico, architettonico e paesaggistico;
- salvaguardia delle specifiche particolarità antropologiche, paleontologiche, vegetazionali, faunistiche e archeologiche.
Considerato che:
- la zona individuata è situata in un ambito di paesaggio collinare e montano, caratterizzato dalla presenza di bosco ceduo, prati arborati, bosco ad alto fusto di conifere e latifoglie, prati e pascoli.
Tutto ciò premesso, il sottoscritto consigliere regionale
interroga la Giunta regionale
per sapere:
- se la Regione intende rigettare il progetto della coltivazione mineraria di Marezzane, considerato che il parere della Soprintendenza è vincolante, e quando crede di comunicare il rigetto della richiesta presentata dall’ Industria Cementi Giovanni Rossi S.p.A..
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Massimo Donadi
Antonio Borghesi
Andrea Zanoni


