Un momento della conferenza stampa. Da sinistra: Pettenò (Fsv), Puppato (Pd), Marotta (IdV), Zanoni (Lac)

«Mercoledì 27 ottobre ci sarà la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale sulla richiesta di sospensiva della delibera di giunta che ha istituito la caccia in deroga nel Veneto. Una sentenza che aspettiamo con serenità, confermando la nostra piena fiducia nella magistratura». Lo hanno affermato, conversando con i giornalisti a palazzo Ferro-Fini, i consiglieri regionali Laura Puppato (capogruppo del Partito Democratico), Gennaro Marotta (Italia dei Valori) e Pietrangelo Pettenò (Federazione della Sinistra Veneta). Rappresentano le forze politiche che, nei mesi scorsi, si sono battute in aula contro la proposta di legge presentata dalla Giunta per consentire, appunto, la caccia ad alcune specie di volatili in deroga ai divieti dell’Unione Europea, proposta poi ritirata e sostituita con la delibera.

«Nel 2009 – ha ricordato il consigliere Marotta – un’analoga delibera fu bocciata dal Tar e l’assessore Donazzan parlò di sentenza ideologica e politica; spero che quest’anno giudizi del genere non si ripetano quale che sia il giudizio che il Tribunale Amministrativo vorrà emettere. Sentiamo la necessità che la politica si tenga al di fuori dei percorsi della giustizia».

«Su questa delibera – ha aggiunto Laura Puppato – sono state espresse perplessità anche da parte di associazioni degli stessi cacciatori, convinte che sarebbe stato opportuno recepire gli emendamenti alla legge che, come opposizioni, avevamo presentato».

«Quando si parla di caccia “in deroga” – ha rilevato il consigliere Pettenò – bisogna ricordare che si tratta di un istituto illegittimo, che esiste solo nella Regione Veneto, e che è motivato da evidenti ragioni politiche ed elettorali».

Alla conferenza stampa hanno partecipato anche Andrea Zanoni (Lega Abolizione Caccia), Roberto Martano (Enpa) e Giampaolo Pamio (Lipu), che hanno sottolineato l’inopportunità di questa delibera che «per accontentare l’1% della popolazione veneta mette l’intera Regione Veneto a rischio di essere colpita da un’infrazione dell’Unione Europea, con le conseguenze, anche economiche, che ciò comporta».