«Caccia: oggi l’Italia è stata condannata dalla Corte di giustizia dell’Unione Europea». Lo comunica Gennaro Marotta, consigliere regionale di Italia dei Valori, appresa la notizia della sentenza odierna. Secondo quanto stabilito dai giudici, riuniti a Lussemburgo, la Regione Veneto ha adottato e applicato una normativa che autorizza deroghe al regime di protezione degli uccelli selvatici senza rispettare la direttiva 79/409/Cee.

«La Corte europea – attacca il segretario regionale IdV – ci ha condannati proprio a causa della legge che la Giunta Zaia ha usato per approvare la delibera sulla caccia in deroga nel Veneto. Adesso sui cittadini ricadranno le conseguenze della sanzione che verrà inflitta al nostro paese (ci taglieranno una quota di fondi europei), come Italia dei Valori aveva ripetuto tante volte durante la discussione delle scorse settimane».

«Per la direttiva comunitaria – ricorda Marotta – le deroghe devono menzionare le specie, i mezzi, gli impianti e i metodi di cattura o di uccisione autorizzati, le condizioni di rischio e le circostanze, l’autorità competente per i controlli. Tutto questo non è avvenuto con la legge regionale veneta 13/2005, che ha autorizzato deroghe senza rispettare le condizioni stabilite dalla direttiva, dal momento che le specie di cui è autorizzata la caccia sarebbero identificate in via generale ed astratta e senza limiti temporali. Il limite massimo di soggetti abbattibili in Veneto non sarebbe poi conforme alla nozione di «piccole quantità». Infine, la Corte ha constatato che la legge n. 13/2005 autorizza la caccia di specie che non rientrano nella direttiva».