«La Corte di giustizia europea ha condannato l’Italia perché la legge regionale n. 13 del 2005 è illegittima». Lo dice Gennaro Marotta, consigliere regionale di Italia dei Valori, ritornando sulla sentenza dei giudici di Lussemburgo: «La maggioranza di centrodestra ha sempre menzionato questo provvedimento come l’unico che non aveva avuto problemi. Ora, alla luce della condanna inflitta all’Italia a causa di questa legge veneta, dovranno ricredersi e, soprattutto, agire di conseguenza».
«Considerato che la legge quadro per la caccia in deroga in Veneto – ricorda Marotta – è stata sanzionata dalla Corte di giustizia europea perché non rispetta la direttiva 79/409/Cee, io e il collega IdV Pipitone abbiamo presentato oggi una mozione affinchè la Giunta revochi la delibera che autorizzava una caccia in deroga che, secondo l’UE, è palesemente illegittima».
«Almeno – chiosa il consigliere mestrino – la Giunta Zaia dimostri di aver imparato la lezione ed eviti che in futuro (ci taglieranno una quota di fondi europei) sui cittadini ricadano ancora le conseguenze della sanzione che verrà inflitta al nostro paese ».
ecco la mozione presentata da IdV:
CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
NONA LEGISLATURA
MOZIONE N.
LA GIUNTA REGIONALE BLOCCHI SUBITO LA CACCIA IN DEROGA IN VENETO DICHIARATA ILLEGITTIMA DA UNA SENTENZA DELL’11 NOVEMBRE 2010 DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL’UNIONE EUROPEA
presentata il 17 novembre 2010 dai Consiglieri Marotta e Pipitone
Il Consiglio regionale del Veneto
PREMESSO CHE:
- la giunta regionale del Veneto in data 5 ottobre 2010 ha approvato la delibera n.2371 con oggetto: “Stagione venatoria 2010/2011: applicazione del regime di deroga previsto dall’art. 9, comma 1 lettera c) della Direttiva 2009/147/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 novembre 2009 concernente la conservazione degli uccelli selvatici. Approvazione ai sensi dell’art. 2, comma 1 della Legge regionale 12 agosto 2005, n. 13.” consentendo in tutto il Veneto la caccia alle specie di uccelli protetti quali Pispola, Fringuello, Frosone, Storno, Peppola e Prispolone.
CONSIDERATO CHE
• la Corte di Giustizia della Unione Europea, in data 11 novembre 2010 ha condannato lo Stato Italiano perché “la Regione Veneto ha adottato e applicato una normativa che autorizza deroghe al regime di protezione degli uccelli selvatici senza rispettare le condizioni stabilite all’art. 9 della direttiva del Consiglio 2 aprile 1979, 79/409/CEE, concernente la conservazione degli uccelli selvatici, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza dell’art.9 di tale direttiva.”;
• detta sentenza risulta a tutti gli effetti inappellabile
• la legge regionale a cui si fa riferimento, cosi’ come riportato ai punti 5, 6, 7, 9, 11, 13, 18, 20, 21, 29, 31, 33, 38, e 39 della succitata sentenza, è la sopra richiamata n. 13 del 2005;
PRESO ATTO CHE
• oggi in Veneto viene pertanto esercitata la caccia in deroga nei confronti di specie di uccelli protetti sopra richiamati in esecuzione della delibera della Giunta, n.2371 del 5/10/2010, emanata ai sensi di una legge regionale dichiarata illegittima dalla Corte di Giustizia Europea;
RITENUTO CHE
detta situazione di ormai palese illegittimità vada sanata dall’organo regionale competente in sede di autotutela
impegna la Giunta regionale
a revocare la delibera n.2371 del 5/10/2010 con oggetto: “Stagione venatoria 2010/2011: applicazione del regime di deroga previsto dall’art. 9, comma 1 lettera c) della Direttiva 2009/147/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 novembre 2009 concernente la conservazione degli uccelli selvatici. Approvazione ai sensi dell’art. 2, comma 1 della Legge regionale 12 agosto 2005, n. 13.”
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Massimo Donadi
Antonio Borghesi
Andrea Zanoni


