«Ora basta con i maltrattamenti degli anziani nelle case di riposo. Per questo IdV chiede una Commissione d’inchiesta del Consiglio Regionale sugli ospizi veneti». Così il capogruppo regionale di Italia dei Valori Gustavo Franchetto commenta la propria interrogazione sull’argomento.
«Tre anni fa – racconta Franchetto – ricevetti ripetute segnalazioni da parte di medici, operatori socio-sanitari e parenti di ospiti delle case di riposo veronesi, che rivelavano nei confronti delle persone ricoverate un “maltrattamento ambientale”, dovuto a carenza di organico, inesistenza di procedure di accoglienza, mancanza dell’infermiere di notte, carenza di assistenza sanitaria. Fatti circostanziati dall’Associazione Adave e dal suo collaboratore Giovanni Avanzini, a sua volta denunciato per calunnia dalla Casa di riposo di San Pietro in Cariano (Vr)».
«Il 29 ottobre 2008 presentai un’interrogazione chiedendo alla Regione di mandare l’Arss a verificare come stavano le cose, in particolare negli ospizi veronesi convenzionati con l’Ulss 22. La risposta, pochi mesi dopo, mi lasciò perplesso: andava tutto bene, si diceva, citando una situazione “di buon livello”. Pochi giorni fa – prosegue il dipietrista – ecco la sentenza choc del Tribunale di Verona, che assolve Avanzini dalla calunnia (perché “il fatto non sussiste”) e accusa la Casa di riposo di San Pietro in Cariano di maltrattamenti agli anziani: legati alla carrozzella, impediti nei loro movimenti da cinture di contenzione, lasciati senza assistenza durante i pasti, privi di aiuto quando dovevano andare in bagno. Il giudice conferma quello che dicevo: la Convenzione tra Ulss 22 e Casa di riposo risultava un fatto puramente burocratico, privo di importanza, mai applicata».
«Adesso basta – puntualizza Franchetto – tra poco Italia dei Valori presenterà, come indica l’articolo 24 dello Statuto, un progetto di legge per istituire una commissione d’inchiesta regionale, per far luce sulle condizioni in cui versano molti anziani nelle Case di riposo del Veneto. La Giunta Zaia deve dare spiegazioni e ammettere le proprie responsabilità, dando una risposta alle gravi accuse della magistratura, spiegando perché gli organi di controllo non vanno in fondo alle questioni, favorendo la massima trasparenza per i servizi offerti alle persone anziane nelle strutture convenzionate».
qui di seguito il testo integrale dell’interrogazione di Franchetto
CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
NONA LEGISLATURA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA N.
FONDATA LA DENUNCIA PRESENTATA OLTRE DUE ANNI FA SU ALCUNE CASE DI RIPOSO DELL’ULSS 22. VERIFICATO IL MALTRATTAMENTO NEI CONFRONTI DEGLI ANZIANI, ORA SERVE UNA COMMISSIONE D’INCHIESTA.
Presentata il 30 marzo 2011 dal Consigliere Franchetto.
Premesso che:
- oltre due anni fa, il 29 ottobre 2008, il sottoscritto consigliere regionale presentava alla Giunta Regionale l’interrogazione a risposta immediata n. 624 dell’Ottava legislatura, chiedendo di far intervenire l’Agenzia regionale socio sanitaria del Veneto (Arss), per verificare la situazione in alcune Case di riposo della provincia di Verona, ed in particolare nelle strutture convenzionate con l’Ulss n. 22.
Ripetute segnalazioni da parte di medici, operatori socio-sanitari e parenti di ospiti rivelavano nei confronti delle persone ricoverate un “maltrattamento ambientale”, dovuto a carenza di organico, inesistenza di procedure di accoglienza, mancanza dell’infermiere di notte, carenza di assistenza sanitaria.
La denuncia veniva circostanziata dall’Associazione difesa anziani veneti (Adave) e da uno dei suoi più stretti collaboratori, Giovanni Avanzini, che veniva a sua volta denunciato per calunnia dalla direzione della Casa di riposo di San Pietro in Cariano (Vr).
Nello stesso periodo il sottoscritto consigliere chiedeva alla Regione di mandare l’Arss a verificare come stavano le cose.
La risposta della Giunta arrivò abbastanza in fretta, il 17 marzo del 2009, quando con la deliberazione n. 60/Iim ha così spiegato: “l’ufficio preposto (cioè l’Arss) ha attuato verifiche e controlli tramite i medici coordinatori e gli infermieri che periodicamente visitano ogni singolo Centro di Servizio senza evidenziare particolari situazioni di carenze. Pertanto – prosegue la delibera della Giunta – dalla relazione trasmessa dall’Azienda Ulss n. 22 (… la situazione…) appare di buon livello anche in relazione alle numerose opere ed interventi di ristrutturazione eseguiti”. Insomma, per l’Arss, per l’Ulss 22 e per la Giunta regionale andava TUTTO BENE!!!!!!!.
Pochi giorni fa, il 14 marzo 2001, la sentenza choc del Tribunale di Verona che, assolvendo Giovanni Avanzini dalla calunnia (perché “il fatto non sussiste”), accusa la Casa di riposo di San Pietro in Cariano di maltrattamenti agli anziani, legati alla carrozzella, impediti nei loro movimenti da cinture di contenzione, lasciati senza assistenza durante i pasti, privi di aiuto quando dovevano andare in bagno. Per il giudice Giuditta Silvestrini “è stato provato che vari erano i punti della convenzione stipulata dalla casa di riposo, ma che non erano stati attuati dopo ben sette anni dalla stipula”.
Esattamente quello che affermava l’interrogazione del sottoscritto consigliere, nella quale si diceva che per la stessa Ulss n. 22 la Convenzione risultava un fatto puramente burocratico, privo di importanza, mai applicata.
Ora è arrivato il momento di dire BASTA!!!!. E di chiedere l’istituzione di una Commissione d’inchiesta nominata dal Consiglio Regionale, per far luce sulle condizioni in cui versano molti anziani nelle Case di riposo del Veneto. Non si dà certo la colpa agli operatori, che spesso suppliscono con un di più di lavoro e di amore alle carenze di organico, ma la Giunta deve dare spiegazioni e ammettere le proprie responsabilità.
E’ per questo che il sottoscritto consigliere
chiede alla Giunta regionale di:
- dare una risposta alle gravi accuse fatte dalla magistratura;
- spiegare perché gli organi di controllo della Giunta non hanno capacità di andare in fondo alle questioni, anche quando queste sono delicate;
- favorire la massima trasparenza nella qualità dei servizi che vengono offerti alle persone anziane nelle strutture convenzionate;
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Massimo Donadi
Antonio Borghesi
Andrea Zanoni


