«Siamo perché tutti i lavoratori mantengano la loro occupazione e per lo sviluppo del Polesine, con più investimenti e meno promesse, ma questo deve avvenire nell’assoluta tutela della salute, pensando prima di tutto ai cittadini di Porto Tolle e del basso Polesine». Così Antonino Pipitone, consigliere regionale di Italia dei Valori, commenta l’arrivo in Commissione regionale Urbanistica della proposta della Giunta di modifica della legge che istituisce il Parco del delta del Po.
«Modificare una legge che tutela un parco naturale – continua Pipitone – ci pare una grave anomalia, apparantemente cucita su misura per il progetto Enel. Dubitiamo che questa trasformazione possa reggere i controlli statali ma, a prescindere da tutto ciò, ci sembra indispensabile porre l’accento sulla salute della gente, che non va svenduta».
«Per questo chiederemo che l’abbattimento delle emissioni del nuovo impianto debba essere totale e non, come prevede la proposta di modifica, solo al 50%. Cosa significa questo? – si domanda il politico dipietrista – Che il 50% del piombo e dei metalli pesanti prodotti dalla centrale possa essere immesso nell’aria e respirato dai cittadini dei comuni che compongono il parco?».
«Ci domandiamo anche – conclude Pipitone – come mai, esistendo al largo di Porto Tolle un gigantesco terminal off shore per lo stoccaggio di gas, non si prenda in considerazione l’ipotesi di alimentare la centrale con questo combustibile».


Massimo Donadi
Antonio Borghesi
Andrea Zanoni


