Antonio Borghesi, vicecapogruppo di Italia dei Valori alla Camera, presenta un’interrogazione parlamentare sul Traforo delle Torricelle. Il deputato veronese ha scritto ai ministri dello sviluppo economico e delle infrastrutture e trasporti, rilevando: «L’aumento del 35% dei costi dell’opera rispetto all’offerta originaria, l’incremento del 500% dei ricavi garantiti al promotore per la gestione delle aree di servizio e la mancanza di istruttoria per il loro inserimento tra i costi dell’infrastruttura principale».
«Mi chiedo – dice Borghesi – se i ministri siano a conoscenza di questi fatti, e quali informazioni vogliano prendere per far luce sulle modifiche al progetto e sugli incrementi dei costi del Traforo».
«Infatti – elenca Borghesi – i costi sono saliti vertiginosamente, passando dai 330.177.000 euro più IVA dell’inizio agli attuali 445.199.000 euro. Che, con l’aggiunta dell’IVA, diventano quasi 501 milioni. Un incremento del tutto eccessivo, rispetto al potere dell’amministrazione di introdurre “lievi correttivi” al progetto».
«C’è poi – prosegue il vicepresidente dei deputati IdV – il caso delle aree di servizio, con aspetti che richiedono un approfondimento. Nonostante nell’offerta di gara fossero destinate ad essere realizzate dal subconcessionario, nella realtà, dopo la richiesta dell’amministrazione di sostituire alcune strutture con altre (delibera di giunta 152 del 2009) il loro costo, ben 45.610.000 euro, è stato sorprendentemente inserito tra i costi dell’infrastruttura stradale».
«I ricavi previsti sono passati da 1,2 milioni di euro annui a 6 milioni tondi, rientrati ovviamente sotto l’ombrello del project financing, facendo quindi ricadere sull’Amministrazione anche i rischi di gestione delle strutture di servizio. Il tutto senza traccia di motivazioni convincenti, di un’istruttoria sul rapporto costi/benefici o di un aggiornamento del piano economico-finanziario. E’ evidente – conclude Borghesi – che le modifiche apportate alla proposta originaria migliorano nettamente, per il promotore, le condizioni per il raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario, garantendogli ricavi cinque volte superiori rispetto agli 1,2 milioni di euro di partenza e compromettendo, quindi, le condizioni di parità tra i concorrenti».
Qui di seguito il testo integrale dell’interrogazione di Borghesi sul traforo:
BORGHESI. – Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. – Per sapere – premesso che:
con delibera del CIPE n. 94 del 2010 e 14 del 2011 è stata attribuita in concessione alla società autostrada Brescia Verona Vicenza Padova la realizzazione tra l’altro del «traforo delle Torricelle» a seguito della deliberazione della giunta comunale di Verona n. 235 del 9 agosto 2011, è stato emanato il bando di gara n. 56/11 (pubblicato sulla GURI il 17 agosto 2011) avente ad oggetto l’affidamento in concessione de «la progettazione, realizzazione e gestione del collegamento stradale per il completamento dell’anello circonvallatorio a nord della città di Verona – traforo delle Torricelle» nonché della gestione di detta opera per 45 anni col sistema del project financing;
secondo lo studio di fattibilità del comune, l’opera (detta spesso semplicemente «Traforo delle Torricelle») avrebbe dovuto limitarsi alla realizzazione di infrastrutture stradali a pedaggio, con carreggiata a quattro corsie, di lunghezza di poco superiore ai 13 chilometri, aventi il fine di chiudere l’anello circonvallatorio attorno alla città con un costo inizialmente stimato di 290 milioni euro. In realtà, a prevalere nel progetto preliminare attualmente in gara sembra essere la funzione di collegamento autostradale tra il casello di Verona Est e quello di Verona Nord. Il progetto di fattibilità iniziale, infatti, è stato sotto vari aspetti stravolto, perché, al fine di garantire i ricavi a sostegno del piano finanziario nella sua offerta, l’ATI promotrice nella sua offerta originaria chiedeva la disponibilità di una ulteriore superficie complessiva di 150.000 metri quadrati come «aree per servizi» da cedere al canone annuo di 1,2 milioni a dei subconcessionari che vi avrebbero potuto realizzare le strutture ed attivare i servizi. Si sono aggiunte inoltre alcune integrazioni al tracciato principale e, data la disponibilità da parte della Società Autostradale Brescia, Verona, Vicenza, Padova di un contributo di 53 milioni di euro, si sono inserite anche opere riguardanti la viabilità ordinaria afferenti all’infrastruttura;
i costi sono saliti vertiginosamente, passando dai 330.177.000,00 euro oltre IVA iniziali agli attuali 445.199.000,00 euro (che, con l’aggiunta dell’IVA, diventano quasi 501 milioni). Un incremento che sembra configurarsi del tutto eccessivo rispetto al potere dell’amministrazione di negoziare e concordare con il promotore modificazioni alla proposta riconosciuta di pubblico interesse e che è circoscritto (come pacificamente affermato in giurisprudenza [*]) alla possibilità di introdurre «lievi correttivi» al progetto; l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici nella determinazione n. 1/2009 afferma peraltro che il progetto in gara «non è modificabile nelle sue linee portanti ma solo migliorabile in relazione ad elementi quantitativi, in virtù della non modificabilità del progetto a base di gara»;
il caso, poi, delle «aree di servizio» riveste aspetti che richiedono necessariamente un approfondimento. Nonostante che, come si è sopra riferito, nell’offerta di gara per la scelta del promotore le relative strutture fossero destinate ad essere realizzate
dal subconcessionario nella realtà, a seguito della richiesta da parte dell’amministrazione di sostituire alcune strutture con altre (delibera di giunta 152 del 2009), il loro costo, pari a ben 45.610.000,00, è stato sorprendentemente inserito tra i costi dell’infrastruttura stradale. I ricavi previsti sono passati da 1,2 milioni di euro annui a 6,0 milioni (doc. 1 pag. 2). Detti ricavi sono rientrati ovviamente sotto l’ombrello del project financing, facendo quindi ricadere in ultima analisi sull’Amministrazione anche i rischi di gestione delle strutture di servizio. Il tutto senza che vi sia traccia né di motivazioni convincenti né di un’istruttoria in merito al rapporto benefici/costi o all’aggiornamento del piano economico e finanziario (a cui peraltro è vietato l’accesso agli atti anche ai consiglieri). Risulta del tutto evidente che le modifiche apportate alla proposta originaria migliorano nettamente per il promotore le condizioni per il raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario garantendogli ricavi di cinque volte superiori rispetto alla richiesta di 1,2 milioni di euro presente nella sua stessa offerta e, dunque, incidono su un elemento essenziale della proposta originaria, compromettendo le condizioni di parità tra i concorrenti;
le modifiche relative alle aree di servizio, dunque, già da sole (senza, quindi, considerare le ulteriori integrazioni all’opera principale) risultano tutt’altro che lievi, in quanto alterano caratteristiche essenziali della proposta originaria presentata per le selezione del promotore;
si rileva pertanto un aumento del 35 per cento dei costi complessivi di realizzazione dell’opera rispetto all’offerta originaria; un incremento del 500 per cento dei ricavi garantiti al promotore per la gestione delle aree di servizio; la mancanza di istruttoria per l’inserimento tra i costi dell’infrastruttura principale delle strutture di servizio (la cui realizzazione nell’offerta originaria era posta a carico dei sub concessionari) -:
se il Ministro sia a conoscenza dei fatti sopraindicati con specifico riferimento ai contenuti del bando di gara n. 56/11 (pubblicato sulla GURI il 17 agosto 2011) e avente ad oggetto l’affidamento in concessione de «la progettazione, realizzazione e gestione del collegamento stradale per il completamento dell’anello circonvallatorio a nord della città di Verona – traforo delle Torricelle» nonché della gestione di detta opera per 45 anni col sistema del project financing;
quali informazione intenda assumere, tramite la società concessionaria, in relazione alle modifiche progettuali e agli incrementi dei costi dell’opera.
(3-02034)
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Massimo Donadi
Antonio Borghesi
Andrea Zanoni


