“A che punto è l’iter per l’ampliamento della cava Monte Cuccoli a Villaga? L’Agenzia regionale per la tutela ambientale e l’Azienda sanitaria hanno effettuato i dovuti controlli sugli inquinanti ambientali, sulle micropolveri prodotte dalle lavorazioni e sul possibile inquinamento della falda acquifera?” Sono alcune delle domande contenute nell’interrogazione presentata oggi in Regione dal gruppo Italia dei Valori. Il consigliere regionale Antonino Pipitone, primo firmatario, chiede lumi su una concreta stima dei possibili rischi per la salute ed anche sulla Valutazione di Impatto Ambientale di uno scavo che si prevede di 1 milione e mezzo di metri cubi.
“Fra gli abitanti di Villaga – afferma Pipitone – è diffusa una forte preoccupazione per l’ impatto che la nuova Monte Cuccoli avrà, anche sul deprezzamento del valore degli immobili. L’area dell’ampliamento sarebbe alle spalle dell’enorme calcificio, proseguirebbe quindi dalla cava preesistente e si spingerebbe in direzione del centro urbano di Villana, fino a circa 500 metri dal municipio”.
Il progetto interessa circa 16,5 ettari con un volume complessivo di scavo di 1.580.177 metri cubi, per un presunto periodo di 30 anni, in una zona circondata da abitazioni e vigneti di produzione Doc.
“Un problema molto grave – proseguono i consiglieri IdV Pipitone, Gustavo Franchetto e Gennaro Marotta – è quello delle polveri. L’attività di cava a cielo aperto genera polveri sottili, con elevato potere di danno polmonare, per l’utilizzo di esplosivi, la movimentazione dei materiali, i molti camion che passano. Gli scavi, se autorizzati, distruggeranno un’intera collina, parte integrante dei Colli Berici, patrimonio inestimabile del nostro territorio e sito di interesse comunitario”.
PER PORTARE LA QUESTIONE IN AULA, L’11 AGOSTO IL GRUPPO IDV HA PRESENTATO UNA MOZIONE.
Qui di seguito il testo integrale dell’interrogazione di cui si parla nell’articolo.
CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
NONA LEGISLATURA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA N.
CAVA MONTE CUCCOLI, RISCHIO PER LA SALUTE PUBBLICA A VILLAGA
presentata il 9 agosto 2010 dai Consiglieri Pipitone, Franchetto, Marotta.
Premesso che:
- il territorio del comune di Villaga (in provincia di Vicenza) da molti anni presenta delle criticità ambientali che stanno compromettendo in modo sempre più preoccupante e irreversibile la qualità dell’acqua, dell’aria e del suolo;
- l’ambiente dell’area del Comune di Villaga, già sede di una cava e di un calcificio, è ulteriormente minacciato da una concessione mineraria non attiva ma pendente, da una richiesta di ampliamento di cava (sempre a cielo aperto) e da una richiesta per la realizzazione di un impianto per la macinazione di materiali inerti;
- nel calcificio, di proprietà della ditta Villaga Calce Spa, si lavorano la scaglia rossa estratta nell’attigua cava denominata Monte Cuccoli e altri tipi di rocce provenienti da un diverso sito di proprietà della suddetta ditta, per la produzione della calce idraulica, della calce idrata e dell’ossido. I processi di lavorazione svolti dalla ditta consistono in attività di escavazione, tra cui il minaggio, di frantumazione del materiale con utilizzo di un frantoio e di un vaglio e infine di cottura del materiale mediante l’utilizzo del carbone;
- a fianco del calcificio vi è la cava Monte Cuccoli, le cui operazioni di scavo hanno, ad oggi, creato una profonda trincea il cui fronte di cava è ben evidente lungo la strada principale che porta al paese. Questa trincea è frutto di un’escavazione autorizzata nel 1977 e più volte prorogata, attualmente fino al 2012, sempre con obbligo di ripristino che a tutt’ oggi non è mai iniziato.
Preso atto che:
- nell’ ottobre del 2007 la Ditta Villaga Calce Spa ha presentato ai comuni di Villaga e Barbarano Vicentino, alla Provincia di Vicenza ed alla Commissione V.I.A. un progetto di ampliamento della cava Monte Cuccoli sita nel comune di Villaga.
Considerato che:
- fra gli abitanti di Villaga è diffusa una forte preoccupazione, sia per l’ impatto ambientale (i limiti della cava arriverebbero a 500 metri dal palazzo municipale!), sia dovuta al timore che l’ampliamento della cava possa procurare un danno economico notevole per il deprezzamento del valore degli immobili, a discapito di numerose famiglie del circondario che hanno investito nelle proprietà immobiliari;
- l’area di intervento dell’ampliamento della cava verrebbe ubicata alle spalle dell’enorme calcificio le cui condizioni alla vista presentano evidenti segni di invecchiamento; proseguirebbe quindi dalla cava preesistente e si spingerebbe in direzione del centro urbano di Villaga fino ad arrivare a circa 500 mt dal municipio. Il progetto presentato dalla ditta Villaga Calce Spa interessa circa 16,5 ha, con un volume complessivo di scavo di 1.580.177 metri cubi, per un presunto periodo di 30 anni;
- il luogo ove si estenderà la nuova cava è ubicato in una zona circondata da abitazioni e vigneti di produzione Doc e da un agriturismo appartenente ad una associazione di promozione del territorio.
Valutato che:
- un problema molto grave è quello delle polveri. L’attività di cava a cielo aperto genera polveri sottili, con elevato potere di danno polmonare, causate dallo scavo mediante l’utilizzo degli esplosivi, dalla movimentazione dei materiali, dal trasporto su gomma, che si aggiungono al problema dell’impiego del carbone per la produzione della calce;
- gli scavi annunciati, se autorizzati, distruggeranno un’intera collina parte integrante dei Colli Berici. I Colli Berici sono considerati un sito di interesse comunitario e rappresentano un patrimonio inestimabile del nostro territorio, per cui si sono elaborati progetti e disposti stanziamenti a livello europeo, regionale e provinciale, come:
a) Progetto europeo “Life Plus Biodiversità” che prevede interventi di salvaguardia e di valorizzazione dell’area vicentina dei Colli Berici per un investimento di circa 1.500.000 euro (voluto anche dalla Provincia di Vicenza, dal Servizio Forestale Regionale, dal Consorzio di Bonifica Riviera Berica e Veneto Agricoltura e sostenuto da 11 Comuni: Altavilla Vicentina, Arcugnano, Brendola, Castegnero, Grancona, Longare, Nanto, Orgiano, San Germano, Villaga e Zovencedo);
b) Progetto “Via Ostiglia” promosso dalla Provincia di Vicenza con la Regione del Veneto che interessa alcune province e ventinove comuni veneti, tra cui Villaga, per la realizzazione della pista ciclabile più lunga d’Italia e fra le più lunghe d’Europa.
- il bacino estrattivo è situato in posizione centrale e visibile del territorio di Villaga e rappresenta un corridoio ecologico di grande interesse che garantisce gli habitat che tutelano la fauna locale tra cui varie specie protette e in via di estinzione;
- l’area interessata dall’eventuale ampliamento della cava rientra nel Piano d’area dei Monti Berici (P.a.m.o.b.) per l’art.36 (sito di interesse archeologico), per l’art.30 (presenza dei tagliapoggi).
- inoltre nell’area limitrofa alla zona di scavo, nella zona pedecollinare è presente una sorgente termominerale denominata “Bagno di Villaga”che costituisce “un carattere peculiare dell’area collinare dei Berici” (Piano d’area dei Monti Berici – Art.15 “Sistema della fragilità”). Tale sorgente eroga acque con temperature costanti in profondità attorno ai 30 °C. Nelle vicinanze è riscontrabile la presenza di un’altra importante risorgiva.
- la nuova escavazione rientrerà nell’area interessata alla “conservazione dei coni ottici privilegiati e delle vedute panoramiche dei beni” (cono di visuale nr.3, nr.5 e nr.1 come indicato nelle direttive del P.T.C.P. della Provincia di Vicenza).
Si evidenzia inoltre che:
- il progetto stesso presentato dalla ditta Villaga Calce Spa al paragrafo “Possibili Impatti” della Relazione Generale evidenzia: “L’ampliamento della cava comporterà forti modificazioni sulla componente microclimatica e l’azzeramento pressoché totale delle componenti biotiche e merobiotiche (…) L’attività estrattiva modifica il microclima del sito:l’irraggiamento solare non risulta più intercettato dalla vegetazione, le piogge non si infiltrano nel terreno e non ricaricano la falda superficiale dato che risulta azzerata la capacità del suolo, che viene completamente asportato, di assorbire l’acqua e di concorrere ai biocicli naturali(…) La ventosità generalmente viene accresciuta (…) con conseguente aumento dell’evapotraspirazione, appassimento dei germogli delle gemme e delle foglie, disseccamento del suolo e sua più probabile erosione” .
I sottoscritti consiglieri
interrogano la Giunta regionale per sapere:
1) a che punto è l’iter per l’autorizzazione della cava in oggetto;
2) se l’Agenzia regionale per la tutela ambientale sia stata interessata e se abbia effettuato i controlli sugli inquinanti ambientali e sulle micropolveri derivanti dalle lavorazioni della cava in oggetto, in particolare su:
a) tipo di combustibili utilizzati;
b) quantità e composizione dei fumi e delle polveri che escono dai camini;
c) distribuzione dei fumi e delle polveri sul territorio.
d) quantità di polveri prodotte attualmente, e quantità prevedibile in seguito al progettato aumento di circa dieci volte dei volumi estratti;
e) composizione di dette polveri - anche in relazione alla possibilità della presenza di amianto prodotto dalla alterazione delle vulcaniti che saranno movimentate – e loro distribuzione ad opera del vento;
f) possibile inquinamento della falda a causa del livello ormai raggiunto dal piazzale di cava.
3) se l’Ulss di competenza e i Dipartimenti di Prevenzione abbiano effettuato le opportune verifiche, tramite la sorveglianza epidemiologica, per stimare i rischi alla salute, in termini di morbosità e mortalità, e le variazioni nel tempo, anche in rapporto ai provvedimenti autorizzativi di emissioni significative nonché ai pareri di sanità pubblica.
4) se è stato valutato l’impatto ambientale da parte delle autorità regionali competenti


Massimo Donadi
Antonio Borghesi
Andrea Zanoni


