“La Regione blocchi subito la cava Morganella”. Lo ha chiesto con un’interrogazione il consigliere regionale dell’Italia dei Valori, Gennaro Marotta.
“Scavare all’interno delle falde acquifere e pretendere di approfondire questi scavi sino a 65 metri di profondità è pura follia. Con un tale progetto c’è il rischio concreto che le due discariche confinanti crollino all’interno della falda contaminandola e con essa l’acqua potabile dei pozzi del comune di Treviso che si trovano poche centinaia di metri a sud della cava” ha detto Andrea Zanoni (consigliere comunale IdV a Paese e leader ambientalista) che si augura che l’intervento di Marotta possa bloccare definitivamente l’iter e scongiurare il reale pericolo che le falde acquifere vengano irrimediabilmente inquinate.
Attualmente il progetto per la cava di ghiaia più profonda d’Europa, che sorge fra Paese e Ponzano, è in commissione regionale Via. I cavatori hanno chiesto il prolungamento dell’attività per altri 20 anni, l’estrazione di ben 8.800.000 metri cubi di ghiaia e l’approfondimento dell’estrazione dagli attuali 40 metri di profondità a ben 65 metri, quota mai raggiunta in altri siti in Italia.
“Si tratta di un’ulteriore sfruttamento del territorio, con evidenti rischi per la risorsa acqua e ripercussioni negative per i cittadini che comprende l’inquinamento da polveri, rumori, aumento del traffico pesante, svalutazione degli immobili” ha detto Marotta che nella sua interrogazione mette anche in luce il ruolo del Comune di Treviso che non è mai stato coinvolto nella procedura Via, nonostante disti solo 600 metri dalla cava e sia interessato direttamente dal traffico pesante e dalle ripercussioni sulla falda acquifera.
Il consigliere regionale dell’IdV ricorda anche che a Treviso ci sono centinaia di pozzi d’acqua ad uso potabile. Fa notare, inoltre, che il sito confina con due discariche. Una per rifiuti inerti della Biasuzzi a est, attualmente dismessa, e l’altra di rifiuti solidi urbani Marini ad ovest, oggi esaurita, ma dove sono state verificate anomalie nelle acque di falda. (si ringrazia il sito d’informazione Oggi Treviso per le foto e parte del testo)
Treviso, Conferenza stampa
Interrogazione di Gennaro Marotta (Italia dei Valori)
Punti chiave
Alla Commissione Regionale VIA c’è il progetto per scavare più in profondità nella cava Morganella (situata tra Ponzano Veneto e Paese) presentato dalla cordata di cavatori Biasuzzi Cave Spa, Calcestruzzi Spa e Superbeton Spa.
Si prevede il prolungamento dell’attività per altri 20 anni, l’estrazione di altri 8.800.000 metri cubi di ghiaia e l’approfondimento dell’estrazione dagli attuali 40 metri di profondità a ben 65 metri (quota mai raggiunta in Italia in siti simili).
E’ un ulteriore sfruttamento del territorio, con evidenti rischi per la risorsa acqua e ripercussioni negative per i cittadini (inquinamento da polveri, rumori, aumento del traffico pesante, svalutazione degli immobili).
Il 19 giugno scorso l’Assessore regionale all’Ambiente Maurizio Conte, a Paese, avrebbe anticipato che il progetto è vicino ad essere approvato.
Arrivare a quota 65 metri può mettere in comunicazione falde acquifere diverse, diffondendo l’inquinamento cronico di quelle più superficiali verso quelle sottostanti.
Da decine di anni l’attività della cava Morganella viene autorizzata dalla Regione Veneto, grazie a proroghe su proroghe, senza mai arrivare alla sua ricomposizione.
Il Comune di Treviso non è stato coinvolto nella procedura VIA, nonostante disti solo 600 metri dalla cava e sia interessato direttamente dal traffico pesante e dalle ripercussioni sulla falda acquifera (a Treviso ci sono centinaia di pozzi d’acqua ad uso potabile).
La cava Morganella confina con due discariche. Quella per rifiuti inerti della Biasuzzi Cave Spa a est, oggi non più in attività, e la discarica di rifiuti solidi urbani Marini a ovest, oggi esaurita, nella quale si sono registrate anomalie nelle acque di falda.
Richieste principali di Italia dei Valori alla Giunta regionale
Consentire anche al Comune di Treviso di entrare a pieno titolo nella procedura VIA.
Far acquisire alle ditte richiedenti una specifica polizza assicurativa, a copertura del rischio di disastro ambientale.
Far effettuare uno studio per comprendere quali potrebbero essere i rischi di inquinamento delle falde acquifere e dei terreni, per l’arrivo ai 65 metri e per la vicinanza alle suddette discariche.
Vietare di scavare la cava Morganella ancora più in profondità. Esiste la concreta possibilità (col tempo e per la considerevole profondità di scavo) che le scarpate della cava possano franare. Ci sarebbero ingenti danni alla Strada Regionale, alle abitazioni, ai vari fabbricati, nonché pericolosi movimenti dei rifiuti delle due discariche confinanti, che potrebbero venire a contatto con la falda acquifera affiorante.
Sospendere i lavori di coltivazione sottofalda e far ricomporre il sito.
Vietare in tutto il Veneto qualsiasi attività di cava sottofalda.


Massimo Donadi
Antonio Borghesi
Andrea Zanoni




