«E’ davvero previsto il ridimensionamento degli ospedali di Agordo e Pieve di Cadore? » Lo chiedono all’assessore Coletto i consiglieri regionali dell’Italia dei Valori Antonino Pipitone e Gennaro Marotta, con un’interrogazione depositata oggi sull’ipotesi, formulata dal direttore generale dell’Usl 1, di trasformare la Chirurgia di Agordo in day-surgery, tenendo attive le sale operatorie solo dalle 8 alle 20.

«Nel caso sia così – prosegue Pipitone, primo firmatario dell’interrogazione – voglio proprio sapere come la Regione intende affrontare le emergenze nelle parti più alte della provincia, lontane più di 60 km dall’ospedale di Belluno. Già, perché la riorganizzazione di Compostella segue l’imperativo di valorizzare le specialità di Belluno, a scapito delle realtà territoriali del Cadore e di Agordo, che così rischiano chiusure e riduzioni».

«Le rassicurazioni del Dg sulla disponibilità del chirurgo anche per le emergenze non tranquillizzano i cittadini – prosegue il politico IdV, medico di professione – e neppure l’annunciato potenziamento dell’Elisoccorso, con l’allungamento del servizio, da metà giugno a metà settembre, all’intera fascia di luminosità del giorno. Non è solo così che si fronteggiano le emergenze nelle zone che non sono più coperte H24».

«In realtà – conclude Pipitone – più che da comprovate esigenze di programmazione, questa scelta sembra dettata solo dal bilancio, visti i ridimensionamenti già avvenuti nello stesso ospedale (cardiologia, radiologia, endoscopia), che non hanno tenuto conto del comportamento virtuoso dell’Usl 1, specie se confrontato con quello di altre Aziende sanitarie del Veneto».

Qui di seguito il testo dell’interrogazione IdV:

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
NONA LEGISLATURA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA  N. 

LA REGIONE NON RIDIMENSIONI GLI OSPEDALI DI AGORDO E PIEVE DI CADORE

presentata l’11/05/2011 dai Consiglieri Pipitone e Marotta

                               Premesso che:

-              a fine aprile nel Municipio di Agordo, si è tenuto un incontro fra il Comitato dei sindaci della vallata (con l’eccezione del primo cittadino di Selva di Cadore) e il direttore generale della Usl 1, Antonio Compostella, che ha avuto come oggetto il Piano di fattibilità relativo alla riorganizzazione della sanità dell’area;

-              il direttore generale ha ipotizzato di trasformare il reparto di chirurgia del presidio di Agordo nel centro aziendale per l’attività di day- surgery (cosiddetta chirurgia minore) consistente in quegli interventi che non richiedono, sia prima che dopo l’intervento, una valutazione diagnostica, né terapia intensiva, emodinamica e radioterapia, così da alleggerire il nosocomio di Belluno, tenendo attive le sale operatorie di Agordo solo dalle 8 alle 20;

-  secondo il direttore generale, in questa maniera “si darà alla struttura vocazione, ruolo e dignità nell’ambito della rete. Ragionamenti simili possono essere fatti per ortopedia e medicina”, sempre nell’ottica della diversificazione e della complementazione, “perché ciò che non è utile al cittadino e all’azienda è avere dei doppioni che non riescono ad intercettare il bisogno di salute della cittadinanza dell’Uls 1”.

          Considerato che:

-   in realtà più che da comprovate esigenze di programmazione la scelta ipotizzata sembra essere dettata da mere esigenze di bilancio, considerando la mobilità passiva intraregionale di 1.7 milioni di euro per il 2010 e i ridimensionamenti già avvenuti nello stesso ospedale (reparti di cardiologia, radiologia, ed endoscopia), ridimensionamenti che non hanno tenuto conto del comportamento virtuoso, se comparato a quello di altre Usl, dell’Usl 1;

- le rassicurazioni del direttore generale sulla presenza e disponibilità del chiururgo anche per le emergenze non hanno tranquillizzato né i sindaci presenti all’incontro, né i cittadini. La riorganizzazione prospettata, fondata –a parole- su una rete policentrica segue in realtà una precisa gerarchia: l’imperativo è valorizzare le specialità di Belluno, a scapito delle realtà territoriali del Cadore e di Agordo, che così rischiano, con il nuovo piano sanitario regionale, chiusure e riduzioni, con il depauperamento a poco a poco, di tutte le funzioni proprie di una struttura ospedaliera.

           Ritenuto che:

- il potenziamento, annunciato dal direttore generale, dell’Elisoccorso con l’allungamento del servizio, da metà giugno a metà settembre, all’intera fascia di luminosità del giorno non è comunque sufficiente a fronteggiare tutte le situazioni di emergenza che si creeranno nelle zone non più servite h24 dagli ospedali in questione;

- sia una competenza propria della Regione la programmazione in materia sanitaria, dovendo i direttori generali delle Ulss attenersi ai compiti gestionali loro affidati;

                                    I sottoscritti consiglieri

                         interrogano la Giunta regionale

per sapere se in provincia di Belluno è previsto il ridimensionamento degli ospedali di Agordo e Pieve di Cadore e, in caso di risposta affermativa, come la Regione intenda affrontare le emergenze nelle parti più alte della provincia, lontane più di 60 km dall’ospedale del capoluogo.

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