Il gruppo IdV. Da sinistra Pipitone, Franchetto, Marotta

«Riteniamo miope e dannosa, per la comunità bassopolesana e per tutto il Veneto, la scelta di Lega e PDL (con l’astensione del PD) di modificare l’articolo 30 delle legge sul Parco del Delta del Po, che di fatto spiana la strada alla conversione a carbone della Centrale di Porto Tolle». Lo dicono, in una nota congiunta, i tre consiglieri regionali di Italia dei Valori, Gustavo Franchetto, Antonino Pipitone e Gennaro Marotta.

«In qualsiasi altro paese civile – affermano i dipietristi – un Parco naturalistico unico al mondo, come quello del Delta, verrebbe difeso e tutelato dalla classe politica con le unghie e con i denti. Il Veneto invece concede di costruirci una centrale a carbone giusto nel mezzo. Così si sfregia un patrimonio inestimabile, che oggi rappresenta benessere, lavoro e ricchezza per migliaia di famiglie e per la qualità della vita di chi ci abita e soggiorna. Si mette a rischio un giro economico di almeno 100 milioni di euro all’anno con oltre 1,5 milioni di presenze turistiche».

«La scelta del carbone Enel tradisce i polesani, a cui era stato promesso che il terminal rigassificatore off shore rispondeva anche all’esigenza di riconvertire la centrale a metano. Come IdV – concludono Franchetto, Pipitone e Marotta – sosterremo le iniziative che coinvolgeranno i residenti del Parco, per sapere se ciò che la politica regionale ha (con così poca attenzione) deciso, trova il loro consenso o meno».