«Zaia, come al solito, scappa dalle sue responsabilità e scarica sul Consiglio le decisioni scomode. Se, come ha detto nella passerella del convegno a Porto Tolle, la riconversione a carbone è una priorità del nostro futuro, venga in aula a discuterne e a votarla, mettendoci la faccia». Così i consiglieri regionali del Gruppo di Italia dei Valori Gustavo Franchetto, Antonino Pipitone e Gennaro Marotta a margine della seduta sulla modifica della legge istitutiva del Parco regionale del Delta del Po, che concederebbe il via libera alla riconversione a carbone della centrale Enel di Porto Tolle.
«Se Zaia la responsabilità la rifugge, la sua maggioranza la usa cinicamente, come dimostra oggi. È inaccettabile infatti usare i lavoratori e le loro famiglie come merce di ricatto, come fanno Lega e PdL, che barattano i posti di lavoro Enel con il futuro del territorio e dell’ambiente del Delta. La politica – dicono i tre consiglieri IdV – deve invece sviluppare proposte per costruire un futuro sostenibile, nell’assoluta tutela della salute dei cittadini di Porto Tolle e del basso Polesine».
«La maggioranza di centrodestra – proseguono Franchetto, Pipitone e Marotta –sbandiera le cifre dei presunti investimenti legati alla centrale, ma tralascia il settore turistico: 1,5 milioni di presenze annue, 5mila persone che lavorano nell’indotto e i circa 100 milioni di euro l’anno che rimangono tutti sul territorio del parco. Una visione miope, poco rispettosa e per nulla lungimirante per la gente di quel territorio, con la modifica del parco naturale cucita su misura per il progetto Enel».
«Se il carbone e il suo inquinamento è il futuro – concludono i 3 consiglieri IdV – il destino del Veneto somiglia sempre più a quello della Cina. Solo nel paese asiatico, ormai, si costruiscono ancora centrali a carbone e si consumano il territorio e il futuro delle prossime generazioni, in cambio di qualche affare».


Massimo Donadi
Antonio Borghesi
Andrea Zanoni


