«Chi vuole davvero la centrale Enel di Porto Tolle?». A fine giornata Antonino Pipitone, consigliere regionale di Italia dei Valori, ritorna sulla proposta della Giunta di modifica della legge che istituisce il Parco del delta del Po.

«Quando i tecnici della Giunta Zaia ti rispondono che è la Regione che ha firmato anni fa un contratto con l’Enel e che vuole che l’azienda energetica lo rispetti, ti domandi – prosegue il politico dipietrista – se la centrale riconvertita proprio a carbone sia un interesse strategico dell’Enel o della Regione Veneto».

« In barba alla legge che tutela un parco naturale, all’ambiente, alla salute degli abitanti ed allo sviluppo turistico del territorio, oggi in Commissione Urbanistica non è venuto nessun rappresentante dell’Enel a spiegarci come stanno le cose. Ci è sembrato – aggiunge Pipitone – un po’ strano».

«Come strana la coincidenza – conclude Pipitone – che ha portato la Regione ad aspettare a dopo il referendum per modificare in gran fretta la legge del parco. Perché non l’hanno fatta prima dei referendum, questa modifica? Non è che Porto Tolle poteva andar bene per essere il sito della centrale nucleare del Veneto, e che se il referendum falliva la prospettiva restava ancora in piedi? Vediamo se domani o giovedì Zaia verrà in aula a rispondere».