«È inaccettabile usare i lavoratori e le loro famiglie come merce di ricatto. Costruiamo invece un futuro sostenibile, senza promesse vuote, ma nell’assoluta tutela della salute dei cittadini di Porto Tolle e del basso Polesine». Così Antonino Pipitone, consigliere regionale di Italia dei Valori, dopo la giornata di audizioni in Commissione regionale Urbanistica sulla proposta della Giunta di modifica della legge che istituisce il Parco del delta del Po.
«La maggioranza di centrodestra – prosegue il politico dipietrista – è solita sbandierare le cifre dei presunti investimenti legati alla centrale, per tralasciare però il settore turistico: 1,5 milioni di presenze annue, 5mila persone che lavorano nell’indotto e i circa 100 milioni di euro l’anno che rimangono tutti sul territorio del parco. Una visione miope, poco rispettosa e per nulla lungimirante per la gente di quel territorio, che ha portato alla grave anomalia di voler modificare una legge che tutela un parco naturale, modifica apparantemente cucita su misura per il progetto Enel».
«Ci domandiamo soprattutto – chiosa Pipitone – come mai, esistendo al largo di Porto Tolle un gigantesco terminal off shore per lo stoccaggio di gas, non si prenda in considerazione l’ipotesi di alimentare la centrale con questo combustibile. Forse che all’Enel gli costa di più? Se Enel guadagna un po’ di meno e fa un servizio positivo alla società e all’ambiente, è una cosa negativa? Non direi».
«Noi di Italia dei Valori presenteremo in Consiglio regionale una mozione che proponga di far funzionare la centrale a gas, a impatto zero, piombo e metalli pesanti compresi. In questo modo salveremmo i posti di lavori, l’ambiente del parco e il settore turistico. Infatti l’ambito del turismo è secondo me quello realmente trainante, che può rappresentare il futuro del delta del Po e della sua gente. Lo dico – conclude Pipitone – a ragion veduta, perché io da 11 anni io nel basso Polesine ci lavoro tutti i giorni». Pipitone è il responsabile del servizio di diabetologia dell’Ulss di Adria.


Massimo Donadi
Antonio Borghesi
Andrea Zanoni


