«Siamo di fronte ad un bilancio difficile, molto povero, accompagnato dai gridi di dolore della società veneta. Per questo è positivo che la lotta dell’opposizione, e di IdV in prima battuta, abbia portato dei correttivi nei settori del sociale e dell’istruzione». Questo il commento del capogruppo Gustavo Franchetto, a nome dell’intero gruppo di Italia dei Valori, al termine della maratona del bilancio regionale.
«Questo bilancio – prosegue Franchetto – ci racconta che la festa è finita e che nei prossimi anni sarà sempre peggio. Le difficoltà sono destinate ad aumentare, come pure le povertà che ci circondano. Non è retorica, ma un tema con cui la politica dovrà misurarsi. Dobbiamo mettere il naso nei conti degli enti e delle aziende regionali, andare a caccia degli sprechi. Invece di piangere a Roma, cominciamo noi a mettere ordine nei nostri conti. Salteranno fuori tanti di quei soldi che ce ne stupiremo».
«Dobbiamo fare in modo – ribadisce il dipietrista veronese – che il concetto dell’azione giusta sia la categoria che guida il nostro agire. Abbiamo di fronte anni difficili, ci aspetta un confronto in aula sempre più duro, ma se sarà animato dalla buona fede faremo un ottimo servizio alla nostra gente».
«L’azione determinata e incalzante di IdV – aggiunge Antonino Pipitone – ha portato al ripristino della quasi totalità dei fondi sociali a sostegno della disabilità, recuperando 17 milioni di euro (l’anno scorso erano 20), salvando con 4 milioni di euro i Ceod (centri educativi occupazionali diurni), strutture indispensabili che consentono ai disabili gravi l’inserimento nelle attività ricreative e lavorative».
«Impegno di IdV è stato forte e continuo – dice Gennaro Marotta – anche per i disoccupati, per chi cerca occupazione e per le famiglie in grave difficoltà economica (stanziati 4 milioni di euro per il lavoro), pressoché ignorati dall’accoppiata Lega-PdL. Purtroppo piange ancora il trasporto pubblico locale, con la Regione che penalizza chi ha più necessità di treni e bus: pendolari, studenti e persone anziane».


Massimo Donadi
Antonio Borghesi
Andrea Zanoni


