«Perché la sanità padovana deve soffrire? » Lo chiede in una nota sul riparto sanitario regionale Antonino Pipitone, consigliere regionale di Italia dei Valori, che così prosegue: «Dopo le cortine fumogene sul nuovo ospedale e il trasferimento a Verona della Scuola di Cardiochirurgia, continua l’opera di ridimensionamento della sanità padovana».
«Ultimo esempio – attacca Pipitone – è il riparto delle risorse santarie, che vede l’Azienda Ospedaliera di Padova perdere più di 8 milioni di euro rispetto all’anno scorso. Intanto la sorella veronese porta a casa un maggiore stanziamento di 17 milioni e gli altri capoluoghi non vengono penalizzati (Vicenza, Treviso e Venezia) o addirittura premiati (Rovigo e Belluno). A Verona, ciliegina sulla torta, viene pure riconosciuto un ulteriore finaziamento di 25 milioni di euro per coprire i costi dell’ex Azienda Ospedaliera».
«Risulta incomprensibile – osserva il dipietrista padovano, medico di professione – un taglio così ingente per l’ Azienda Ospedaliera padovana, anche perché le sono stati attribuititi ulteriori servizi sulle trasfusioni, che prima erano a Piove di Sacco».
«La mannaia sanitaria leghista – conclude Pipitone – taglia a senso unico, e solo verso Padova, mentre aumentano costi di servizi e materie prime . Così qualche Azienda Ospedaliera finirà di sicuro in rosso, mentre qualche altra chiuderà facilmente con i bilanci in attivo. A chi giova tutto ciò? Coletto e Zaia lo spieghino ai padovani, anche a quegli ammalati che si ritroveranno con i servizi sanitari in ginocchio».


Massimo Donadi
Antonio Borghesi
Andrea Zanoni


