«Le recenti dichiarazioni del presidente Zaia, dell’assessore Coletto e del segretario regionale alla Sanità Mantoan, con gli elogi per essere rientrati dal deficit, mi lasciano perplesso». Così Antonino Pipitone, consigliere regionale di Italia dei Valori, torna sui disagi della sanità in Veneto.

«Perplesso – prosegue Pipitone – perché, a prescindere dalle certe buone intenzioni che animano Coletto & C., le modalità con cui vogliono risalire la china non quadrano. Faccio un esempio concreto. Ancora oggi non sono stati stanziati i primi 5 milioni di euro per il Progetto Diabete (che ne prevede 5 all’anno per 3 anni, totale 15 milioni). Soldi che dovevano essere erogati già nel 2010 e che sono passati, svaniti e riapparsi, di promessa in promessa. Se la medaglia dei bilanci in attivo si ottiene tagliando a più non posso, negando finanziamenti già deliberati, cancellando programmi indispensabili e servizi per i cittadini, dove andremo?»

«La medaglia – racconta il medico padovano – diventerà una patacca, degna di una sanità da terzo mondo, che non risparmia perché razionalizza la spesa e amministra meglio, ma perché rinuncia alla sua funzione, come testimoniano le liste d’attesa sempre più lunghe. Un calvario per i veneti che non hanno i soldi per rivolgersi alla sanità privata e devono aspettare mesi e mesi per una qualsiasi analisi».

«Questa visione strabica dei problemi, affrontati in maniera monodimensionale, non ci farà fare passi avanti. Invece di ricercare soluzioni possibili, che ci sarebbero, pare che manchi il coraggio o una visione prospettica. Spero – conclude Pipitone – di intravedere questo coraggio nelle scelte future».