«Al netto delle polemiche, delle posizioni preconcette o degli schieramenti contrapposti, credo sia prioritario porre l’accento su 3 punti chiave del cosiddetto riparto delle risorse per le ASL del Veneto». Lo dice Antonino Pipitone, consigliere regionale di Italia dei Valori, che poi prosegue nella sua riflessione: «Il riparto può essere un mero esercizio finanziario, una bombola d’ossigeno necessaria ai direttori generali per tirare avanti, oppure divenire una grande opportunità per cercare di risolvere alcuni problemi importantissimi per i cittadini. In particolare:

1) Riduzione delle liste di attesa: è il problema in assoluto più importante. Bisogna individuare nuove strade per consentire agli ammalati di avere le cure migliori in tempi accettabili, senza essere costretti a ricorrere alla sanità privata.

2) Potenziamento della Specialistica ambulatoriale: cioè aumentare l’offerta di prestazioni specialistiche (dalle visite diabetologiche alle cardiologiche alle ecografie, all’Ecg) sul territorio. Ciò significa portare “fisicamente” maggiori servizi sanitari più vicini ai cittadini, soprattutto per gli anziani.

3) Ridurre l’esodo di migliaia di cittadini veneti, che ogni anno vanno a farsi curare in Lombardia, Emilia Romagna e Friuli, rendendo così più efficiente il sistema sanitario veneto e riducendo i costi per la sanità regionale. Insomma – conclude Pipitone – ha senso parlare di riparto economico se si parte dai reali bisogni degli ammalati veneti, e a questi vengono dati le risposte migliori, in termini di salute, non certo di bilancio».