«Le primarie paghiamole noi candidati, un terzo per uno. Chiedere ai cittadini 2 euro, tra crisi economica e costi della politica, non mi pare proprio il caso». Così Antonio Borghesi, vicepresidente dei deputati dell’Italia dei Valori, lancia un sasso nello stagno delle primarie veronesi del centrosinistra, alle quali è candidato.
Con un post sul sito www.borghesisindaco.it, il deputato veronese pubblica «Con reticenza, ma su insistenza dello staff che mi sta seguendo in quest’avventura, il testo di una mail che ieri ho inviato agli altri due candidati a queste primarie».
«Scusatemi – Borghesi si rivolge ai suoi competitors – se prendo una iniziativa di questo tipo. Ho la sensazione che il far pagare 2 euro a tutti coloro che vorranno, domenica prossima, partecipare con il voto alle nostre primarie, sia più sbagliato di quanto si possa immaginare, e rischi di essere un forte ostacolo alla partecipazione».
«Almeno per due buoni motivi – spiega Borghesi – 1) i costi della politica sono oggi uno dei temi ai quali gli elettori sono più sensibili. Dare l’idea che i partiti, con tutti i soldi che ricevono dai cittadini, si permettano di chiedere ulteriori contributi, non mi pare possa essere d’aiuto nel tentativo di avvicinare di nuovo la gente. 2) è un momento di grave crisi economica e può darsi che, per qualcuno, anche due euro siano un peso».
«Mi sento allora – conclude Borghesi – di lanciare una proposta, anche se siamo ormai molto vicini al giorno delle votazioni. Perché i candidati non si accollano, ciascuno pro quota (in ragione di un terzo), la somma che si otterrà moltiplicando il numero dei votanti per i 2 euro che ciascuno di essi avrebbe dovuto lasciare come contributo? Io mi dichiaro fin d’ora disponibile».


Massimo Donadi
Antonio Borghesi
Andrea Zanoni


