Questa mattina il presidente di Italia dei Valori Antonio Di Pietro ha tenuto a battesimo la candidatura di Antonio Borghesi alle primarie del centrosinistra per le prossime elezioni amministrative di Verona. La conferenza stampa si è tenuta nella sede del comitato elettorale di Borghesi, inaugurato oggi in via del Pontiere. Presenti anche il consigliere regionale Antonino Pipitone, la coordinatrice provinciale Marisa Velardita e le consigliere provinciali Sonia Milan e Marta Caldana.
Ecco, in sintesi, il resoconto:
Esordisce Antonio Di Pietro: «E’ con estremo orgoglio che IdV mette a disposizione di Verona, per le primarie del centrosinistra, una candidatura pesante e di prestigio come quella di Antonio Borghesi, che conosce la città in modo capillare e profondo e che qui è anche professore all’Università».
«Borghesi – prosegue Di Pietro – ha già dimostrato in passato di saper fare, e bene, l’amministratore locale. Questa sfida che affrontiamo (le primarie) ha come corollario quello di costruire un’alternativa non solo per Verona ma per il paese, e come obiettivo quello di governare. Con Borghesi, insomma, per una Verona più vivibile, dinamica. Una Verona cambiata».
«Italia dei Valori si presenta – continua il leader del partito – come un punto di riferimento locale e nazionale. Siamo qui per chiedere a tutti i veronesi di convergere attorno a questa candidatura, che non è di partito, ma di città. Borghesi, infatti, si è messo a disposizione di Verona già anni fa, ben prima della nascita di Italia dei Valori».
Domanda a Antonio Di Pietro: le elezioni amministrative saranno in contemporanea con quelle politiche?
R: «sicuramente sì. Si andrà a votare al più presto, e certamente entro aprile, perché il paese non può reggere più una persona, come l’attuale presidente del Consiglio, che ha perso il senso dell’intelletto e della misura».
D: si riferisce a Berlusconi e alla dichiarazione dell’euro “moneta strana”?
R: «uno che dice cose simili, e che il giorno dopo le nega, ha problemi più medici che politici. Tali affermazioni gratuite ci umiliano: fuori dall’euro ci troveremo come un paese del terzo mondo. In un solo giorno, grazie a queste sparate irresponsabili, ci ha fatto perdere qualche miliardo di euro, i tassi dei nostri Bot sono aumentati e l’Italia rischia di essere declassata. Il dramma è che parla guardando solo i suoi interessi personali. Dice che resta fino al 2013 per il bene delle sue aziende. Noi vogliamo uno che pensi al bene degli italiani, invece».
D: il quadro politico e il centrosinistra in vista delle primarie?
R: «la nostra volontà è quella di allargare le alleanze, per costruire un’area liberal riformista più forte e coesa. Dobbiamo raccordare l’aiuto per i più deboli con un modello liberale dell’economia, che faccia da volano per il territorio.
Noi ieri con Bersani e Vendola abbiamo detto che siamo disponibili ad assumerci le nostre responsabilità. Prima liberiamo il paese meglio è».
D: ha seguito la diatriba Bossi-Tosi?
R: «i loro rapporti sono interni al loro partito e sono personali, sarebbe scorretto da parte mia parlarne, noi non c’entriamo. C’entriamo invece con la situazione politica che esce da queste baruffe, e ci rivolgiamo ai cittadini che votano Lega. Perché in realtà ci sono due leghe. Quella della settimana e quella del week end. Durante la settimana la Lega romana è poltronista e inciucista: vota la fiducia al ministro accusato di mafia, firma la lettera alle Ue che è autentica macelleria sociale, si accorda, appoggia, spartisce. Nel week end la Lega torna a casa, spara smargiassate e mostra ampolle. Cortine di fumo che servono per illudere i cittadini, che aspettano il vero federalismo e invece non ottengono nulla. Ricordo che noi di IdV il federalismo lo abbiamo votato, all’inizio, perché ci crediamo. Speriamo che, in reazione a questa doppia faccia della Lega ci sia, sottotraccia, un risveglio della società. In questa direzione, per smascherare la Lega, si muove la candidatura di Borghesi, il futuro anti-Tosi».
Prende la parola Antonio Borghesi, candidato alle primarie del centrosinistra per il Sindaco di Verona.
«La città – esordisce Borghesi, vicecapogruppo IdV alla Camera, indicato da Openpolis come il deputato più produttivo dell’emiciclo – sembra addormentata. 15 anni fa avevo varato un progetto per Verona ma i problemi sembrano rimasti ancora quelli. La sicurezza e la mobilità tra tutti, ma anche la gestione molto sbagliata degli enti partecipati, come la Serenissima o l’aeroporto. Tempo fa valevano decine di milioni di euro, adesso sono azzerati e si risolvono per essere dei costi per i cittadini, a causa dell’incapacità gestionale».
«Sarà importante – prosegue Borghesi – razionalizzare la macchina comunale perché dall’anno prossimo arriveranno dallo Stato 10 milioni di euro in meno. Non basta solo togliere i lavavetri dai semafori o spostare le prostitute in periferia. Serve ben altro.

Antonio Di Pietro e Antonio Borghesi
Un’idea che avrei è puntare per Verona sul ruolo nel mondo culturale, per renderla, assieme con città vicine, la capitale europea della cultura. Potremmo farcela».
«Drammatica è la situazione del trasporto pubblico locale. Senza risorse aggiuntive, l’anno prossimo per pendolari e studenti sarà un disastro. La nostra mozione sul Ponte sullo Stretto parla chiaro. Il governo si impegna a trovare 1,7 miliardi di euro per il Tpl e può farlo bloccando il progetto del ponte, ma anche se lo fa con altri sistemi deve farlo comunque».
«Il filobus e il Cipe? Mi pare strano che in tutti questi anni al governo non siano riusciti, Tosi e i suoi, a far stanziare questi soldi. È come minimo indice di qualche difetto di capacità».
Interviene Di Pietro, che spiega come funziona il Cipe, con un meccanismo ideato dal governo Berlusconi negli anni passati: «C’è un doppio meccanismo – dice il presidente IdV – c’è prima una delibera tecnica, che da l’ok a un progetto. Il governo dà pubblicità a questa decisione, ma poi c’è il secondo passaggio, quello della delibera finanziaria. Di fondi liberi non ce ne sono, così le delibere finanziarie continuano a rinviarle, mentre di delibere tecniche ne fanno in quantità. Tanto sono sempre quei 100 euro che sono usati 10 volte. Un po’ come i carri armati di Mussolini, che li spostava da una caserma all’altra, ma erano sempre quelli».
Conclude Borghesi, rispondendo ad una domanda sul confronto con l’attuale sindaco Tosi: «Non ho paura di nessuno. Nel confronto diretto ho tutti gli strumenti, sia dialettici che di contenuti, per prevalere. Lui finora ha fatto le cose facili, di facciata. Quelle serie non si sono viste».


Massimo Donadi
Antonio Borghesi
Andrea Zanoni


