«La Regione dia garanzie ai cittadini di Verona e dica la parola fine sulla cava Speziala. Oggi è un parco e un parco deve restare». Lo dice il capogruppo regionale di Italia dei Valori Gustavo Franchetto nell’interrogazione presentata oggi in Consiglio regionale sull’area di San Massimo: «Che notizie ci sono sulla richiesta di bonifica dell’ex cava Speziala, considerato che si tratta di un’area di quasi novantamila metri boschivi all’interno di un quartiere?»

«La cava Speziala, dopo aver fatto pagare alla popolazione del luogo pesanti disagi, è abbandonata da oltre vent’anni. Col tempo – afferma il dipietrista veronese – è divenuta “naturalmente” un fitto bosco con molte specie arboree autoctone e numerose specie di uccelli censite dalla Lipu. Il Pat del Comune di Verona l’ha definita ufficialmente area boschiva e il 14 ottobre scorso il Consiglio comunale scaligero ha approvato una mozione che impegna Sindaco e Giunta ad impedire che l’ex cava possa diventare una discarica di qualsiasi materiale, vista la vicinanza con il quartiere di San Massimo».

«Il sospetto che l’ex cava possa tornare utile a qualche finalità non compatibile con l’ambiente circostante – conclude Franchetto – è motivato dal fatto che la proprietà ha chiesto di poter tagliare le piante, per procedere ad una eventuale bonifica. Perché una bonifica a vent’anni dall’abbandono, sostenendo che vi sono inquinanti di poco superiori ai limiti consentiti? Qual è la reale intenzione della proprietà, visto che non è accettabile che si possa rimettere in discussione un progetto voluto dalla popolazione del posto, sottoscritto da trenta associazioni di quartiere e oggi difeso dal Consiglio Comunale?»

Qui di seguito il testo integrale dell’interrogazione di Franchetto

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
NONA LEGISLATURA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA N.

Comune di Verona: la Regione non autorizzi interventi e tantomeno discariche nella ex cava Speziala di San Massimo.

presentata il 15 febbraio 2011 dal Consigliere Franchetto

La cava Speziala di San Massimo, abbandonata da oltre vent’anni dopo aver fatto pagare alla popolazione del luogo pesanti disagi per la sua coltivazione, deve rimanere così com’è.

Lo stesso Consiglio comunale di Verona ha approvato il 14 ottobre scorso una mozione con la quale impegna il Sindaco e la Giunta ad impedire che l’ex cava possa diventare una discarica di qualsiasi tipo e di qualsivoglia materiale, data la contiguità con l’abitato del quartiere di San Massimo.

Il sospetto che l’ex cava possa tornare utile a qualche finalità non compatibile con l’ambiente circostante è motivato dal fatto che la proprietà ha chiesto di poter tagliare le piante per procedere ad una eventuale bonifica. Si tenga presente che l’ex cava è diventata nel tempo “naturalmente” area boschiva e in seguito è stata definita tale nel nuovo Pat del Comune di Verona.

Circa duemila cittadini di San Massimo – Croce Bianca hanno sottoscritto nel 1995 un progetto di parco pubblico intravedendo di riscattare questa parte di territorio, così martoriata e compromessa dall’attività di scavo.

Nel frattempo la natura ha preso il sopravvento creando un fitto bosco con molte specie arboree autoctone, dove trovano dimora molte specie di uccelli censite dalla Lipu.

Tutto ciò premesso si interroga la Giunta per sapere:

Quali notizie ha in merito alla richiesta di bonifica dell’ex cava Speziala, considerato che si tratta di un’area di quasi novantamila metri boschivi all’interno di un quartiere;

Perché una bonifica a vent’anni dall’abbandono, sostenendo che vi sono inquinanti di poco superiori ai limiti consentiti;

Qual è la reale intenzione della proprietà, visto che non è accettabile che si possa rimettere in discussione un progetto voluto dalla popolazione del posto, sottoscritto da trenta associazioni di quartiere e oggi difeso dal Consiglio Comunale ?

La Giunta dia garanzia ai cittadini di Verona e dica la parola fine sulla cava Speziala. Oggi è un parco e un parco deve restare.

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